MAESTRO

Basta chiudere gli occhi e tornare sui banchi di scuola per vedere nella mente i volti di quegli uomini e donne che ci hanno accompagnato negli anni decisivi della crescita.
Ai nostri maestri non è legato solo il ricordo delle materie che ci hanno insegnato, ma anche delle emozioni, delle gioie e delle fatiche che con loro abbiamo sperimentato.
L’arte di insegnare è legata all’amore e non solo alla competenza e alla scienza. L’insegnamento che pone nella vita dell’altro i “segni” che lo rendono capace di apprendere e di crescere, passa dall’amore per le cose che si insegnano quanto per coloro a cui si parla.
Il maestro conosce la fatica dell’apprendere, quella che richiede ascolto, attenzione, metodo, applicazione. Un maestro non risparmia al discepolo la fatica.
Il maestro presta gli occhi allo studente per vedere oltre l’orizzonte della propria vita, delle proprie conoscenze, delle proprie passioni. La fiducia tra maestro e discepolo permette al ragazzo di superare la fatica dello studio.
Il maestro riconosce nel ragazzo i doni e le attitudini per realizzare il proprio cammino, e non è preoccupato che un discepolo ripeta la sua strada, ma che trovi la sua, quella che lo porterà ad esprimere i propri talenti. I maestri con il loro essere di più, come ci ricorda il significato del nome “maestro, dal termine latino “magis”, “di più”, essi ci ricordano che la vita è crescere, la vita è sempre oltre.
Aiutandoci a scoprire quell’oltre della conoscenza e dell’amore, il maestro realizza il suo compito, diventando nostro fratello e compagno. Ma fino a quando non siamo in cammino per quell’oltre abbiamo bisogno del maestro, colui ci ricorda il di più che possiamo essere e diventare.

di Cristiano D’Angelo
originariamente pubblicato sul settimanale “La Vita” del 13/9/2020

Autore: Cristiano D'angelo

Cristiano D'angelo

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