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Umiltà e lavoro interiore per una nuova umanità.

Lettere da Israele da un amico,
di Shahar Elyakim

Mentre in Terra Santa inizia un altro giorno, noi, come la maggior parte delle persone in tutto il mondo, siamo a casa o molto vicini ad essa.

Era all’incirca il 15 marzo quando ci siamo svegliati con questa nuova realtà. Niente lavoro, niente famiglia, niente amici … tutto piuttosto duro e spaventoso. L’informazione fornisce costanti aggiornamenti sul numero di malati, ventilati e morti, qui, in Italia, in  Gran Bretagna e altrove. Proviamo profonda empatia nei confronti dell’Italia e del mondo intero. Forse è la prima volta nella storia che ci troviamo davvero in un piccolo villaggio!

C’è stato un giorno particolare che riassume tutto per me. Circa due settimane fa abbiamo celebrato la Pasqua ebraica. La Pasqua ebraica è probabilmente la festa più importante del calendario ebraico e sicuramente il più grande evento dell’anno per le famiglie qui in Israele. Ogni anno famiglie da tutto il paese si riuniscono per celebrare la vigilia della Pasqua, con una porta aperta per invitare coloro che sono soli e accolgono tutti per unirsi al “Seder” – (cerimonia e pasto serale della Pasqua).

Eccoci, per la prima volta da generazioni, a vivere un “Seder” da soli! Niente famiglia, niente amici, niente ospiti. Mai nella mia vita ho “celebrato” la Pasqua ebraica in questo modo. Questo evento ti fa pensare e osservare … E credimi, al momento, come  mai prima d’ora, c’è molto tempo per far questo !

La Pasqua ebraica è anche chiamata “festa di primavera”, simbolo dell’inizio della fioritura e dell’arrivo della primavera. A livello spirituale, nell’Haggada (la storia dell’esodo dalla terra egiziana) si dice che ognuno di noi deve sentirsi come se fosse uscito dalla schiavitù della libertà. È un simbolo di purezza in quanto rende chiaro come ogni individuo possa lasciarsi alle spalle cattive abitudini e pensieri negativi (Egitto), pulire l’anima e sentirsi di nuovo libero. In questi giorni complicati ciò ha un significato ancora più profondo.

Negli ultimi giorni sembra che stiamo uscendo dalla quarantena. Da oggi alcuni negozi sono aperti e ci è permesso uscire per respirare aria fresca. Spero che entro la prossima settimana alcuni ragazzi andranno a scuola e, passo dopo passo, ci lasceremo tutto questo alle spalle.

Immagino che l’umanità abbia perso la sua “corona” e ci vorrà un po’ di umiltà e lavoro interiore per riconquistarla!

Spero in giorni migliori.
Shahar


(Shahar era uno dei responsabili, insieme al francescano Padre Ibrahim Faltas, del gruppo di ragazzi israeliani, palestinesi e libanesi, cristiani ebrei e musulmani, che furono ospiti della nostra parrocchia qualche anno fa per un programma di educazione alla pace).

Versione originale in inglese

Coronavirus in Israel

As another day begins in the Holy land, we, like most of the people around the world are at home or very close to it.

It has been around March 15th when we woke up to this new reality. No work, no family, no friends… Pretty tough and scary. The news constantly updates the numbers of the sick, the ventilated and the dead, here, in Italy, Britain and so on. We feel deep empathy to the people of Italy and the whole world. Maybe it’s the first time in history that it is truly a small village!

There was one particular day that summarized it all for me. About two weeks ago we celebrated Passover. Passover is probably the most important holiday in Jewish calendar, and definitely the biggest family event of the year for us here in Israel. Every year families from all over the country gather to celebrate Passover eve, with an open door to invite those who are lonely and welcome all to join the “Seder” –  (Passover evening ceremony and meal).

Here we are, for the first time for generations, having a “Seder” By ourselves!           No family, no friends, no guests. Never in my life was I “celebrating” Passover this way. This event makes you think and observe…  And believe me, currently there is plenty of time to do so like never before!

Passover is also called the “spring holiday”, a symbol of the beginning of blossoming and blooming as spring arrives. On a spiritual level, it is said in the Haggada (the story of the exodus from Egypt land) that each one of us must see himself as though he came out from slavery to liberty. It’s a symbol of purity as it raises the question of how each individual can leave behind bad habits and negative thoughts (Egypt), clean the soul and feel free again. In these complicated days it has an even deeper meaning.

In the last few days it seems that we are on the way out of quarantine. From today some of the shops are open and we are allowed to go out to breathe some fresh air. Hopefully by next week some of the kids will go to school and, step by step, it will be behind us all.

I guess humanity lost its ‘corona’ and it may take some humbleness and inner work to earn it back!

Hope for better days. Sincerely yours, Shahar

Autore: Cristiano D'angelo

Cristiano D'angelo

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