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Meditazione per il Giovedì Santo

Parrocchia di S. Francesco a Bonistallo
Ora di preghiera del Giovedì santo

«Dalla cena della terra alla cena del cielo»           (Mt 26,36-46)
meditazioni di D. Cristiano

Invocazione iniziale

E’ guardando te Signore che conosciamo l’amore

Tu che ami anche quando non ti capiamo

Tu che pazienti di fronte al nostro cuore duro.

Tu che speri nella notte del male.

E’ guardando te che impariamo l’amore

Tu che doni il tuo corpo per mostrarci l’amore

Tu che ami fino alla fine

Tu che semini in noi la speranza

E’ guardando te Signore che diventiamo l’Amore

Tu che sulla croce soffri la sete
Tu che nudo di tutto ci vesti dello Spirito

Croce, amore infinito e gratuito.

Croce, amore più forte della morte.

Croce, nostra unica grande speranza.

I Momento di Contemplazione

«Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro»

L’ultimo gesto del Signore con i suoi discepoli è stata una cena. Cosa c’è di più umano della voglia di ritrovarsi a cena insieme con gli amici e con coloro a cui vogliamo bene. Una cena di Pasqua, quella, come quella della Pasqua che si avvicina anche per noi. Una cena dove si possono lasciare andare le ansie della vita, dove ci si ritrova e ci si incontra, dove si celebra l’affetto che ci lega, dove si rinnova l’amicizia. Una mensa condivisa dove si sfama il corpo e lo spirito. Un tempo dove scambiarsi parole libere dal carico degli impegni, parole che fanno sorridere. Una cena dove la verità più vera della nostra vita, la fragilità che ci obbliga al nutrimento ogni giorno, il nostro essere sempre bisognosi, si coniuga con l’altra grande verità, la bellezza di condividere, di nutrirsi della vicinanza, di aprire i cuori alla letizia e alla festa.
E non era una cena qualsiasi quella sera. Era Pasqua. Quella festa che noi quest’anno dovremo celebrare in quarantena. Pasqua, sì, la festa quando tutto si ferma e tutti ci ritroviamo per ricordare che siamo stati fatti per essere liberi, che Dio ci vuole liberare da ogni schiavitù del corpo e dello Spirito, finanche dalla schiavitù della morte.

Gesù sapeva che nella vita dello Spirito, come in quella della carne, si cresce e si vive solo se ci si nutre. Quella cena allora, i cui ingredienti sono l’amicizia, la  libertà, la condivisione, quella cena è il simbolo di qualcosa di profondo che ci abita: Il desiderio di comunione che attraversa il cielo. La comunione, tutto ciò che crea comunione, apre la strada per il cielo. Così Gesù fa del suo corpo, dei suoi gesti e delle sue parole, l’autostrada per il cielo, il vaccino contro ogni virus dell’indifferenza, per dirci che ci vuole con se, che ci porta con se, che saremo con lui se impareremo da lui a essere un solo corpo tra noi. Un corpo, uno uguali, ma capaci di valorizzare la diversità di ognuno, perché questi diventi ricchezza per tutti, come la fragranza del pane buono.

Così nel contemplare la tua passione Signore, la tua consegna ai malvagi, noi non contempliamo solo il dolore delle nostre cattiverie, ma soprattutto la grandezza della tua vita che si lascia macinare per insegnarci che la comunione va conquistata con l’amore che si dona fino alla fine.

Momento di silenzio

Richieste di perdono (le Sette parole di Gesù sulla croce; Comunità monastica di Bose)

Invocazioni personali  

– Signore perdonaci per ogni volta che presi dalla fretta abbiamo dimenticato che la comunione con te e con gli altri è il dono più grande.
– Signore perdonaci per tutte le volte che presi dagli impegni, dal vortice stordente del quotidiano abbiamo sacrificato il tempo dell’ascolto e dell’incontro con i nostri cari e con gli altri.

– Signore perdonaci per ogni volta che siamo stati vicini senza sapere cosa dirci e senza volerci incontrare davvero.

II Momento di Contemplazione  

«Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo»

Nell’eucarestia, nella cena, Gesù fa gesti e dice parole per insegnare ai discepoli la strada della comunione. La comunione è un desiderio scritto nella genetica dello spirito. Ma la capacità di fare comunione nasce da un atto fuori noi, un atto che ci precede. Egli ci dà il suo corpo, la sua vita. Per seminare comunione e farla crescere, bisogna dare il nostro corpo, come ha fatto Lui ha fatto con noi. La capacità di comunione è accesa dal desiderio creato dall’amore dato e ricevuto gratuitamente. Niente è più divino di questo “dare”. Solo Dio poteva farlo.

L’amore è dare del nostro, «il mio corpo». In questo tempo di lontananza capiamo quanto siano importanti i corpi, quanto lo Spirito sia così intimamente impregnato del corpo da non esserne separabile. Abbiamo bisogno dei corpi per un abbraccio, per uno sguardo, per rendere percepibile la presenza con autenticità. Perché ciò che nutre la comunione è l’autenticità, tutto il resto sono forme di incontro, più o meno profonde, ma non creano la comunione che attraversa il tempo e lo spazio e lega le persone in modo indelebile. Impossibile agli uomini. Ma l’impossibile si realizza, quando, smettendo di preoccuparci di essere adeguati o perfetti, ci dedichiamo a fare ciò che possiamo, con umiltà e sincerità.

E allora, passo dopo passo, un pezzo di pane diventa il pane degli angeli e dell’amicizia, il pane divino che rende i cuori capaci dell’impossibile.

Momento di silenzio con musica di sottofondo

Meditiamo a livello personale

Riusciamo sempre ad essere autentici? Perché a volte non ci riesce? Fai memoria delle persone che ti hanno amato gratuitamente; e pensa al bene che hanno seminato in te. Gesù che si dona a noi con il suo corpo; quali sue parole e gesti ti “nutrono” di più? Custodiscile nel cuore, fanne memoria, porteranno frutto!

III Momento di Contemplazione       

23 Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. 24 E disse: «Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza versato per molti. 

Bere il suo sangue. Il sangue è la vita. Il sangue dell’Alleanza, è la vita che è possibile solo quando ci si «allea», quando ci si lega gli uni agli altri. Senza legami, siamo vivi ma come morti, siamo soli. La comunione resa possibile dai “corpi” diventa reale solo se si accetta di essere amati e perdonati, perché l’autenticità e l’integrità della vita, per noi uomini, si danno solo nella forma del cammino. “Cammina davanti a me e sii integro”, disse Dio ad Abramo. E il cammino conosce cadute, stanchezze, tradimenti. Lo sapeva Gesù consegnando il suo corpo nell’eucarestia, che lo avrebbe consegnato anche al traditore. Perché l’amore è questo: ti si consegna, sempre.

Il suo sangue è il sangue del sacrificio, perché dalle cadute ci si rialza per l’atto divino di chi perde tempo per te, di chi si sacrifica per te, di chi ti tende la mano e ti rimette in cammino.

Accettare la fragilità e riconoscersi peccatori è necessario quanto sapere di essere e di poter dare; senza non c’è e non ci può essere comunione.

Bere il sangue dell’Alleanza, è accettare che siamo sempre peccatori riconciliati e perdonati.

Il sacrificio di Gesù ci ricorda questa inaudita, divina possibilità, del perdono dei peccatori e dell’amore del nemico. Così Gesù ha trasformato la morte, quella fisica e quella spirituale, nell’inizio di una nuova vita.

Momento di silenzio

Meditiamo a livello personale                                  

Dio vuole legarsi a noi, fare alleanza con noi, e così offrirci il suo aiuto, la sua vita divina che è l’amore che crea comunione e apre all’eternità. A noi è chiesto di imparare a vivere le relazioni. Quali difficoltà sperimenti nelle relazioni con gli altri?

Ispirandoti al vangelo e al Signore, in cosa devi migliorare? Formula dentro di te una preghiera e guarda al tuo limite e al tuo peccato con la certezza della misericordia di Dio.

IV Momento di Contemplazione  

«In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio»

La consapevolezza che il tempo passa, che non è illimitato, è importante; permette di non sprecare il tempo, le  parole, permette di assaporare la vita.

Ci sono tempi in cui non possiamo più fare quello che vogliamo, come in questa quarantena.

Gesù sa che non potrà più bere il vino dell’amicizia e dell’alleanza.

Le privazioni dell’oggi ci preparano al nuovo e al domani; ma bisogna accettare il presente e viverlo; senza paura, senza lasciarsi paralizzare dalle litanie delle mancanze.

Allora diventeranno visibili le nuove possibilità che oggi preparano le novità di domani.

E torneremo anche noi, con il Signore Gesù, torneremo anche noi a bere il “vino nuovo” dell’amicizia e della comunione; il vino buono della gioia e dell’incontro.

In ogni Eucarestia si rinnova questo miracolo, nella memoriale, nel dono di Cristo che con il suo corpo donato ha riaperto il mondo alla novità.

Momento di silenzio con musica di sottofondo  

Ricordo dei martiri missionari del 2019

1. D. Nicolas Ratodisoa 14/02 – (Madagascar)            

2. P. Antonio César 15/02 – (Burkina Faso)

3. D. Carlos Ernesto Jaramillo 18/02 Colombia            

4 P. Toussaint Zoumaldé 20/03 (Camerun)

5. D. Clement Rapuluchukwu 20/3 (Nigeria)                 

6. Fratel Paul McAuley 12/4 – Iquitos (Perù)

7. D. Siméon Yampa   (Burkina Faso)                              

8. P. Fernando Fernández 17/5 Burkina Faso

9. D. Cecilio Pérez 17-18/5 – La Majada (El Salvador)

10. Padre Landry 19/5 – Beira (Mozambico)                 

11 Suor Ines 20/5 – Nola (Rep. Centrafricana)

12. Don Eutycas 4/6 – Makutano (Kenya)           

13. Guillermo Luquín  Diac. perm. 9/6 Argentina

14. Hugo Leonardo Avendaño Laico 12/6 Messico      

15. Margeli Lang Laica 15/6 – (Messico)

16. Ernesto Cavazza Laico 30/6 – (Argentina)               

17. Don Paul Mbon 3/7 – (Congo)

18. Fratel Norbert 3/7 – (Uganda)                                  

19. Don Paul Offu 1/8 – Awgu (Nigeria)

20. Faustine Brou Laica 10/8 –(Costa d’Avorio)            

21. P. Stanislaw Szczepanik  16/8 Porto Rico

22 Don José 22/8 – Santa Adelaide (Messico)               

23. Genifer Buckley Laica 23/8 – (Filippine)

24. Don David Tanko 29/8 – Takum (Nigeria)               

25. Diana Isabel Laica 7/9 –(Guatemala)

26. Suor Antonia Pinho 8/9 -(Portogallo)                       

27 Don Kazimierez  21/9 –(Brasile)

28 Don Jhony Ramos 2/10 – (Colombia)                        

29 Don Michael Maingi 15/10 – (Kenya)

Preghiera Finale
Signore Gesù tu che pur di rimanere fedele all’amore per gli uomini ti sei consegnato ai malvagi, insegnaci a vivere come te l’amore che non viene mai meno, e aiutaci quando non ce la facciamo, quando non ti capiamo, quando fuggiamo, perché possiamo ritornare a te, e nutrendoci nel tuo corpo e delle tue parole, diventare capaci del tuo amore.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen

Autore: Cristiano D'angelo

Cristiano D'angelo

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